Tavola di Halloween elegante: Lusso & Decadenza
Una tavola di Halloween elegante non ha bisogno di più nero e di più rosso: ha bisogno di meno colori e più contrasto.
È la tesi con cui ogni ottobre apparecchio la mia cena e l'ultima volta l'ho portata fino in fondo: il bianco come nuovo stile decadente per contestare il solito nero e rosso da cerimonia, un verde spento al posto del fiore gotico e uno stereotipo che si lascia contaminare da qualcosa di antico, consumato dal tempo. È uscita la tavola più mia che io abbia mai apparecchiato e visto che me ne avete chiesto i dettagli, eccola pezzo per pezzo, con gli errori da cui vi conviene stare alla larga.

Apparecchiare come si compone un'opera
L'arte della tavola nasce nel Settecento con un intento preciso: creare mondi immaginari, luoghi di fuga. Oggi rischia di diventare una gara a chi allestisce di più ma per me resta un piacere semplice: mangiare anche con lo sguardo, riempirsi gli occhi di bellezza. Per questo non concepisco chi relega il "servizio migliore" a eventi che accadono una volta nella vita.. o forse mai. La tovaglia più bella e le posate preziose vanno godute finché c'è tempo e modo. Qui e ora. Perché ogni occasione è buona per festeggiare.
Una tavola ben pensata è una festa visiva, un'espressione artistica come un abito, un gioiello o un oggetto d'atelier: posate, bicchieri e pezzi antichi come i candelabri costruiscono un mondo in cui perdersi e volendo, su cui riflettere. È molto vicina al mio lavoro.
L'idea era un contrasto: da un lato il lusso, freddo e senza tempo, fatto di cristallo e trasparenze; dall'altro la decadenza, gli spunti di vita, fiori e frutta vivi e un po' stanchi. Per tenerli insieme ho usato pochissimi colori di rottura: il nero pece, il bianco sporco e un verde spento. Il segreto è tutto qui: meno colori, più materiali.
La tavola, pezzo per pezzo
Sotto, una tovaglia di cotone opaco in bianco sporco, perché l'opaco è il contrappunto necessario al cristallo: bicchieri multifaccettati e antiche brocche dalla linea sinuosa che nell'oscurità accendevano punti luce. Al centro un runner nero dalla trama a merletto e accanto ai piatti zucche bianche di varie dimensioni, sistemate con un disordine naturale ma funzionale.
I piatti hanno l'orlo ondulato e li ho alternati a una base quadrata nero pece: la geometria severa fa respirare la curva morbida, e il risultato mi è piaciuto tantissimo. Poi i tovaglioli, che nascondevano un segreto: quello beige, nelle stesse tonalità di tovaglia e centrotavola, stava dentro a uno nero. Sollevando lo scuro, si leggeva il messaggio sul tovagliolo sottostante: un augurio con zucche. Le posate hanno invece disegni barocchi sui manici, per un tocco di romanticismo decadente e i candelabri argentati portavano candele bianche rifinite da un magico effetto scintillante.

Il centrotavola: una Vanitas
Punto focale della serata: una natura morta. Ho steso un letto di muschio fresco e fiori su un vassoio d'argento, base sia del teschio in pietra sia di una campana di vetro, con l'idea di ricreare un racconto di simboli sulla caducità della vita. Il teschio è la Vanitas per eccellenza, e gli ho messo accanto dei fiori recisi.
L'idea originale era dipingere i fiori di nero. Alla fine però ho scelto di uscire dallo stereotipo del fiore gotico e di fare l'opposto: ortensie seccate, nel loro verde spento. Le avevo già in giardino e il clima bizzarro le aveva mantenute fino a stagione inoltrata, così è bastato raccoglierle qualche giorno prima e lasciarle asciugare. A loro ho aggiunto ceppi di quercia con piccole ghiande, da scambiare con chi desiderava condividere la confidenza della pratica..
Quel verde, in bilico tra il vivido della fioritura e lo smorto del tempo già scorso, ha catturato perfettamente l'unione dei due mondi, quello della vita e quello della morte, che si celebra il 31 ottobre: Samhain.
Il runner raccontava la stessa cosa con più leggerezza. Nella trama a merletto danzavano scheletri in stile Danse Macabre, per unire i commensali con un tocco di allegria che ricorda, senza peso, la fragilità dell'esistenza. È la logica di tutta la tavola: la festa e il memento mori seduti allo stesso posto.

Luce, veli, profumo
L'atmosfera ha fatto il resto: luci soffuse, candeline profumate alla zucca e semplici veli neri sui lampadari, per abbassare la luce senza nascondere il cristallo. Se volete portare a casa quel mondo, tra Il Calderone e Ottobre Occulto trovate candele, incensi e reliquie nate per ottobre.

Gli errori che rovinano una tavola gotica
Il primo è quello che stavo per fare io: dipingere i fiori di nero. È la scorciatoia gotica più battuta e trasforma la tavola in una scenografia da negozio di costumi, perché il nero su nero spegne il contrasto che tiene viva la composizione. Un fiore verde spento, che sta lentamente passando, dice secondo me, molto di più di uno nero e finto.
Il secondo è accumulare: pipistrelli, ragnatele, gufi, bare, arancione, nero, viola, rosso sangue tutto insieme. Una tavola elegante si regge sulla ripetizione, non sull'accumulo: tre colori, un simbolo, un solo punto focale e il resto deve fare silenzio.
Il terzo è la luce. Con i lampadari accesi al massimo il cristallo diventa vetro qualunque e le candele non servono a niente. Abbassatela con veli neri e fiamme vere e il cristallo farà il suo lavoro da solo.
L'ultimo è più pratico: un centrotavola che isola i commensali. Controllate, da seduti, di riuscire a guardare l'ospite di fronte. Una tavola, per quanto bella, serve soprattutto a stare insieme.

Cosa abbiamo mangiato
Per soddisfare i gusti di tutti, dopo un prosecco con sfizi vari, tra cui biscotti neri ripieni di crema all'arancia, sono arrivati antipasti di pasta sfoglia con verdure. Il primo non poteva che essere di zucca: una vellutata con patate, noce moscata e un filo di panna, in piatti di terracotta per un tocco caldo e rustico, con crostini di pane. Poi fritti misti al cartoccio (cucinati nella friggitrice ad aria, quindi leggeri), una torta salata e spinaci crudi con noci e arancia per sgrassare il palato, con vini rossi scelti dagli amici e acqua miscelata per ogni preferenza.
Nota d'onore al pane alla zucca: lievitazione di 24 ore, e la zucca, ricca d'acqua, lo mantiene morbido e saporito a lungo. Il colore è un pizzico di curcuma, il picciolo una stecca di cannella e la sfumatura scura è data dall'uovo. Tra i dolci, tozzetti fatti in casa con noci e nocciole di nostra produzione, da intingere nel passito, e liquori con l'artemisia coltivata (che trovate anche in atelier), melograni e susine dei nostri alberi: un omaggio ai frutti della terra, in pieno spirito Samhain. Il finale oscuro è stato un ciambellone speziato al cioccolato con zenzero e cannella, coperto da una pioggia di gelatine ambrate.

Ogni anno poi, mi piace lasciare agli amici un ricordo prima di andare via. A Natale per esempio di solito sono biscotti fatti in casa. Stavolta per Halloween ho preparato dei bonbon allo zenzero e frutto della passione che ho chiuso nella classica confezione in stile Fogliaviola, quella di candele e incensi stagionali: un pensierino veloce e, soprattutto, salvatempo.
Se volete ricreare una tavola di Halloween elegante non serve possedere tutto: cristalli, posate e vassoi si trovano nei mercatini dell'antiquariato. Zucche bianche e muschio si trovano ovunque. Scegliete tre colori, alternate lucido e opaco e mettete un simbolo al centro. I fiori non devono per forza essere neri: secchi, in toni spenti, hanno già una bellezza decadente.
Qualche domanda, in breve
Come si apparecchia una tavola di Halloween elegante? Partendo da una palette ristretta, io nero pece, bianco sporco e verde spento, e giocando sul contrasto tra materiali lucidi (cristallo, argento) e opachi (cotone, zucche bianche). Poi si sceglie un solo punto focale, il centrotavola, e si lascia che il resto faccia da cornice.
Quali colori usare oltre al nero e all'arancione? Il bianco sporco e il beige sono la mia alternativa al classico nero e rosso: vanno d'accordo con l'argento e con le candele bianche, e lasciano parlare i dettagli. Il verde spento serve da nota di rottura.
Che cos'è una tavola Vanitas? È una composizione che richiama la natura morta barocca: teschio, fiori recisi, candele e frutta ricordano che la vita è breve. A Halloween, con Samhain sullo sfondo, è il centrotavola più coerente che conosca.
Che fiori usare per una tavola gotica? Non per forza fiori neri. Fiori secchi o in toni spenti, come le ortensie essiccate, hanno già una bellezza decadente e raccontano meglio il passaggio tra vita e morte.
Fatemi sapere nei commenti quale idea vi ha ispirato, o come avete reinterpretato la tavola.