Cos'è il movimento Arts and Crafts
Arts & Crafts: il movimento che ha cambiato il modo di fare le cose (e che ha molto a che fare con Fogliaviola)

Se hai letto qualcosa su Fogliaviola, prima o poi avrai incontrato la parola Slow Handmade magari chiedendoti cosa voglia dire davvero, perché non è solo "fatto a mano" e non è solo "lento".
C'è un movimento artistico intero dietro quella definizione. Si chiama Arts & Crafts, è nato in Inghilterra nell'Ottocento e ha avuto l'audacia di dire una cosa molto scomoda per l'epoca: che le fabbriche stavano distruggendo non solo l'artigianato ma qualcosa di più profondo: il rapporto tra l'essere umano, il lavoro delle sue mani e il mondo naturale.
Sembra molto attuale, vero?
Da dove arriva il movimento Arts & Crafts
Siamo nella seconda metà del 1800 e la Rivoluzione Industriale è in corso, le fabbriche sfornano oggetti in serie a velocità altissima e un gruppo di artisti, architetti e pensatori britannici inizia a chiedersi: "Sì ok.. ma sono belli? Sono fatti bene? Li ha fatti qualcuno con un'intenzione precisa o sono usciti da un macchinario senz'anima?"
La risposta per loro era ovvia ed è così che nasce il movimento Arts & Crafts: una reazione culturale all'industrializzazione con un'idea semplice dentro: l'artigianato è superiore alla produzione in serie. Non per nostalgia ma perché porta con sé qualcosa che una macchina non può replicare: la traccia di chi l'ha fatto.
Gli oggetti dovevano essere belli e utili. Realizzati con materiali naturali. Ispirati alla natura e al passato medievale. Accessibili. Non solo roba da ricchi da mettere in una vetrina.

William Morris & Soci: i nomi che devi conoscere
Non si può parlare di Arts & Crafts senza prima parlare di William Morris. Pittore, designer tessile, poeta, scrittore, attivista. Uno di quei personaggi dell'Ottocento che ti fanno sentire in colpa se in un giorno combini poco e niente. I suoi tessuti con motivi floreali intrecciati sono tra i design più riconoscibili al mondo ma la cosa che lo rende davvero importante è che non si fermava all'estetica: fondò la Morris and Co., uno studio dove architetti, pittori e artigiani lavoravano insieme sperimentando tecniche tradizionali con un approccio collaborativo, comunitario.

Comprò e restaurò il Kelmscott Manor una casa del Cinquecento nel Gloucestershire con orto biologico annesso e ne fece un centro creativo e una dichiarazione poetica.
Fondò la Kelmscott Press che stampava libri a mano, con caratteri e decorazioni disegnate da lui utilizzando tecniche artigianali tradizionali famose per i loro intricati motivi floreali e l'uso di colori vivaci. Uno di quei libri -La Natura del Gotico di Ruskin- è finito in copertina su uno dei quaderni Fogliaviola ma questa è un'altra storia.
I suoi romanzi medievali fantasy, tra l'altro, hanno influenzato direttamente Tolkien. Quindi se anche tu ami la Terra di Mezzo in parte hai anche Morris da ringraziare!
Altri nomi del movimento che vale la pena conoscere sono Gustav Stickley per i mobili in legno massello dalle linee geometriche essenziali, William De Morgan per le ceramiche con motivi floreali, l'architetto C.F.A. Voysey per le case con tetti spioventi e finestre ad arco, Charles Rennie Mackintosh per la Glasgow School of Art, uno degli edifici più importanti del movimento.

I principi, in breve
Cosa teneva insieme tutto questo? Alcune idee chiave:
La natura come fonte, non come sfondo. Foglie, fiori, rami, animali. Non come decorazione generica ma come linguaggio visivo preciso, scelto perché la natura è il contrario della produzione meccanica.
Il lavoro manuale come valore in sé. Non perché la macchina non possa fare certi oggetti ma perché la mano lascia una traccia che la macchina non può "per natura" lasciare. L'imperfezione non è un difetto: è l'insostituibile firma di chi ha creato.
Bellezza e funzione insieme. Un oggetto bello che non serve a niente non era abbastanza. Doveva essere anche usabile, durevole, utile nel quotidiano.
Sostenibilità ante litteram. Materiali naturali, tecniche rispettose, filiera corta, rispetto ambientale. Non lo chiamavano di certo così ma il principio era proprio quello già allora.

Cosa rimane oggi
Il movimento Arts & Crafts si è esaurito come corrente organizzata all'inizio del Novecento eppure le sue idee non sono mai davvero sparite. Sono finite nel Bauhaus, nel design scandinavo, nel maker movement, nell'artigianato contemporaneo.
Ogni volta che qualcuno sceglie un oggetto fatto a mano invece di uno prodotto in serie, non per snobismo ma perché vuole qualcosa che abbia un'origine tracciabile, una materia reale, una storia, sta scegliendo qualcosa nato proprio lì.
Esistono ancora oggi organizzazioni che portano avanti quello spirito: l'Arts and Crafts Exhibition Society un'organizzazione fondata nel 1888 per promuovere l'arte e l'artigianato di qualità, l'Association of Guilds of Weavers, Spinners and Dyers e la Society of Designer Craftsmen che organizzano mostre e workshop per tenere viva la cultura dell'artigianato di qualità.
Nel mio laboratorio a Roma lavoro esattamente in quel solco: materiali di recupero, tecniche manuali, niente produzione in serie. Ogni pezzo è unico, diverso dall'altro, perché è fatto così, uno alla volta, trasformando quello che c'era già. Il recupero non è solo estetica da mercatino: è il modo in cui lavoro davvero, con il principio delle 3R e il meno spreco possibile. Aspettando l'ispirazione, passandomi il legno tra le mani, soppesando ogni oggetto vintage abbandonato per scovarne la prossima vita dentro.
Slow Handmade, appunto. Adesso forse ha un po' più di senso.
Vuoi vedere cosa esce dal laboratorio? Esplora le collezioni Fogliaviola: ogni oggetto porta con sé un po' di quello spirito.
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