Harry Potter HBO 2026: Hogwarts è tornata ma l'amore dov'è finito?
Il mondo magico è ufficialmente in subbuglio!
Ieri HBO Max ha rilasciato il -per molti controverso- teaser trailer ufficiale della nuova serie reboot fantasy di Harry Potter, confermando che torneremo a Hogwarts questo Natale 2026. Cosa ci aspetta davvero?

Un nuovo trio, una nuova era?
Intanto cominciate col dimenticate (se ci riuscite) i volti storici. Sapevamo già dei nuovi protagonisti ma vederli proprio lì a calcare i panni d'altri è un’altra cosa.
In questo teaser ci hanno presentato ufficialmente i nuovi protagonisti: Dominic McLaughlin che sarà Harry, Arabella Stanton (Hermione) e Alastair Stout (Ron) e ovviamente come prima reazione, vedere le stesse azioni svolte da volti diversi fa un effetto strano, come assistere a una pozione Polisucco venuta male.
Eppure proprio per questo, il reboot può essere anche un’opportunità: possiamo sperare di vedere delle novità a partire dal dormitorio femminile, fino al castello di Hogwarts "più vivo". Meno invece sulla musica che essendo di suo iconica, appare subito sottotono. Non discuterò poi sulle scelte di casting perché servirebbe un articolo a parte.
Atmosfere & Futuri Oscuri
Io non amo i reboot -come i remake- proprio come concetto. E ancor meno la mania egocentrica dei registi di raccontarci "la loro versione" come se il primo successo non fosse abbastanza. Odio ancora di più la sensazione che il mondo del cinema non voglia più inventare storie preferendo andare sul sicuro. Scavare e riscavare in vecchie tombe sacre in cerca di approvazione come se il rischio fosse diventato tabù o meglio, non remunerativo. Poi per carità ogni tanto accadono vere magie (come Star Trek Beyond o Blade Runner 2049) ma ogni tanto no (vedi Dune sebbene ehi.. io sia una ragazza semplice. Ed eccomi qui con l'artbook da collezione "Art & Soul of Dune" sul viaggio visivo che di suo, è un capolavoro).
Il problema è degli studi che non sono più in grado di creare magia. Di rispettare tempi di produzione ragionevoli (qui quantificati in più di 10 anni con uscite biennali come ha svelato il CEO HBO) facendoti aspettare così tanto tempo che gli attori invecchiano (ciao Undi) e tu scordi di che si parlava. Di non far notare l'uso massiccio di CGI, di sfondi verdi, d'illuminazione raggiante. Dell'incapacità creativa che un tempo con la sola voglia di creare anche con poco (o di necessità virtù, fate voi) creava interi mondi alla Star Wars.
I Dissennatori dei Colori

Oggi siamo tutti sulla stessa barca. Quella di un mare oscuro grazie alle nuove produzioni cinematografiche che ci fanno ormai navigare alla cieca e pure in acque torbide. Nere. Buie. Prive di gioie e dolori. Depressive. Insomma non si vede una mazza.
Eppure non c'è nostalgia senza colore.
Senza il bianco della neve di Hogwarts, senza le calde candele dorate che galleggiano sulla Grande Sala a Natale, senza le zucche arancioni di Halloween, senza il degradè di colori che accompagna il passare degli anni e dei capitoli.
La nostra saga di magia non è diventata buia solo perché è cresciuta, interiorizzandosi, diventando più complessa, più cupa e dolorosa. Non racconta le stesse tracce che i libri hanno sempre avuto: problemi, traumi, complessità. Non credo insomma, ad una scelta stilistica nel mondo delle produzioni recenti. Si tratta di una volontà precisa. Quella di far diventare tutto incomprensibile, evidentemente per sopperire alle mancate capacità.

È tempo di tornare a Hogwarts
Guarderemo tutti gli episodi? Certo.
Ci piaceranno davvero? Forse ma è un dovere farlo com'è accaduto col Signori degli Anelli, sperando almeno che nessuno ci tocchi pure Game of Thrones.
In questo momento storico in particolare, dove siamo tutti sepolti da orride nefandezze che non voglio nemmeno citare, si cerca più che mai la magia della fantasia per bilanciare il mondo. Per questo motivo voglio mantenermi propositiva e dire che questo reboot ci serve, almeno un po’. Ci farà rivivere l'antico splendore in una chiave più tecnica.
Alla fine sembra fatto tutto bene, i particolari sono ben studiati, il budget è altissimo, non manca nulla.. salvo quella piccola scintilla magica del Lumos, quella luce genuina che illumina lo schermo e un po’ anche noi con purezza d'intenti. Di amore.
Ecco, manca l'amore. La passione. Quella voglia di sedersi e con la calma e lentezza dei saggi, far bene il proprio lavoro invece di azzerare tempistiche e costi per un prodotto da vendere subito. Ed eccoci qui: i compiti sono stati fatti ma in fondo quello che manca.. potremmo mettercelo noi.
Era davvero necessaria una nuova serie?
Dunque, era davvero necessaria una nuova serie?
Sarebbe stato meglio un sequel con il cast originale?
O magari storie parallele, nuovi personaggi, flashback, spin‑off su generazioni passate? Paura per quel che vedremo a dicembre 2026? Va bene lo stesso?
Fatemi sapere nei commenti qui sotto se i biglietti per l'Espresso per Hogwarts sono già pronti o se preferite restare nel mondo dei Babbani :)
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