Poetcore: il trend 2026 che noi pratichiamo dal 2012

Se hai mai comprato un nuovo diario di cui ti sei perdutamente innamorata anche quando ne avevi già tre vuoti a casa, se tieni le penne più belle in un calamaio che non usi ma che guardi ogni giorno sospirando, se ti sei mai fermata a fissare la luce del tramonto che cadeva su una pila di libri con cover da collezione.. allora il Poetcore non è una scoperta. È solo il nome che qualcuno oggi ha dato a qualcosa che tu già eri.  

 

diario poetcore rilegato a mano con effetto vintage e carta vissuta


Cos'è il Poetcore

Il Poetcore è un'estetica e molto di più. E un atteggiamento verso il quotidiano che mette al centro la lentezza e la riflessione, la scrittura a mano, gli oggetti con una storia, la bellezza delle cose imperfette e vissute. Libri letti e riletti. Candele che cambiano il profumo nell'aria e i loro riflessi di luce che mutano la stanza. Te con Tè. 

Quella pagina bianca che ti salva dalle (amate/odiate) to-do list per ricordarti di dedicare tempo e spazio al libero pensiero. Di salvarti dal performativo perché non ha nulla di performativo. Anzi, è proprio l'opposto.

Mentre buona parte dell'estetica contemporanea esiste per essere dimostrativa (leggi fotografata e condivisa per la pressione sociale di dover dimostrare, di esserci, di esistere e raggiungere se stessi attraverso gli altri) il Poetcore esiste per essere vissuto in privato e in caso, narrato al manipolo stretto e sincero.

Esiste per te e nessun altro. È la scrivania che non mostri agli altri ma che ti fa sentire bene ogni mattina. È la lettera scritta a mano che non hai mai mandato o il mucchietto di quelle scambiate legate da un nastrino brutto nel cassetto e non pubblicate su Instagram alla mercè di occhi sporchi.  

Alla fine si potrebbe anche dire che il poet aesthetic condivide molto con il Dark Academia - di cui ho già parlato qui sul blog - ma in realtà è più morbido, intrinseco, meno gotico e molto più romantico. 

 

scrivere con lentezza nel poetcore


Non è un trend nato su Pinterest

Il Poetcore è esteticamente una moda recente ma le sue radici sono antichissime. Si delineano nel Romanticismo europeo di fine Settecento con il movimento che rivendicava interiorità e natura, emozioni e verità nella scrittura privata. Keats, Shelley, Mary Shelley non scrivevano per pubblicare: scrivevano per vivere i loro pensieri. Il taccuino di John Keats conservato al British Museum ha ancora le macchie d'inchiostro sulle ultime pagine, scritte quando era già gravemente malato perché era una necessità. Una specie di journaling aesthetic ben prima di Instagram, Pinterest o qualsiasi altra tendenza.

Poi è arrivato il Novecento con i suoi diari letterari: Anaïs Nin che riempiva quaderni su quaderni in modo ossessivo. Sylvia Plath che alternava poesia e diario come fossero la stessa cosa. Virginia Woolf che nei taccuini privati scriveva in modo completamente diverso dai romanzi..  in modo libero, potremmo dire strano. Più vero. Tutti erano in modalità Poetcore.

La differenza con oggi? Che niente di tutto questo era per gli altri. Le handwritten notes aesthetic, quella bellezza della calligrafia personale su carta di qualità con cancellature, sottolineature e piccole annotazioni oblique a margine, non era pensata per essere fotografata e mostrata. Era pensata per essere fermata, vissuta, riletta dopo essere rimasta per anni dentro un cassetto o in fondo alla biblioteca.


Perché emerge proprio adesso

Strabordiamo di notifiche, di contenuti, di velocità, d'informazioni da scremare, considerare, condividere e questa è la risposta culturale che emerge in naturale contrapposizione. E' il burnout della mente moderna che ti implora: "Basta. Ritrovati, Ricentrati". Non a caso le ricerche per tornare a una vita lenta sono in costante crescita. Non vogliamo più solo oggetti belli ma anche ciò che ci aiuti a ritrovarci, magari nel fare proprio una sacrosanta pausa.

Ecco perché un diario artigianale non è solo un quaderno. È la promessa di un quarto d'ora solo tuo. 

E secondo me questa è la ragione per cui l'artigianato tornerà ad avere l'importanza che merita in un momento in cui tra IA e 3D, potendo stampare qualsiasi cosa in un battibaleno con spedizione gratis, sceglieremo il fatto a mano. Il tempo del rilegare le corde cerate una per una, di tagliare la carta foglio per foglio, di dipingere le copertine, di metterci dentro dell'arte e dei pensieri. Non è nostalgia.

È la scelta consapevole di avere un oggetto che ha richiesto tempo per essere fatto e che di conseguenza merita tempo per essere usato.  

 

set artigianale da scrivania poetcore dark academia

Come vivere il Poetcore

Ora non voglio fare una gelida lista di oggetti su come "diventare fedeli del Poetcore" perché perderebbe senso. Però posso dare un'idea, partendo dal presupposto che ogni scelta va fatta col cuore, ed è per quello che ha valore. 

Dal diario che non un'agenda, non un bullet journal da spuntare ma un libro bianco fatto per essere scritto, scarabocchiato, portato ovunque, aperto all'improvviso prima che il pensiero fugga via e riaperto mille volte. Ogni sera nella calma del dopo cena, magari con la finestra semi aperta e un profumo di magnolia che ti accarezza lievemente. O dopo pranzo, sotto le fronde di un albero durante la pausa. I miei diari nascono con una copertina che racconta già una storia per ispirare la tua ma vale tutto ciò che ti fa stare bene. Basta che aprendolo ti cambi umore.

E di rimando così sarà la scrivania. Non perfetta, non minimal, non in palette. Vissuta, vera, personale. Un calamaio, una penna con peso, qualcosa su cui si posa lo sguardo tra una frase e l'altra. Che magari fotografata non rende affatto perché tutto ha una storia si, ma non per gli altri.

E così i giochi di luce perché il Poetcore ama la luce voluttuosa, che trema un po' tra le pile di libri, che rende il mondo più piccolo e intimo, che tanto basta solo il pensiero a spaziare.

E in ultimo il silenzio. Questo non si vende ne si compra (beh oddio, salvo le carrozze silenziose sui Frecciarossa) ma si crea. Se si è maestri zen addirittura nella propria mente, molto difficile da imparare. Tutto il resto serve solo a rendere quel silenzio più facile da abitare.



diari artigianali poetcore

Il Poetcore vive da meno di un anno ma noi lo viviamo da oltre dieci. Precisamente dal 2012.  

Non lo dico per vanto ma perché chi arriva qui per la prima volta spesso si sorprende di trovare un laboratorio che fa esattamente questo ma accade perché certe cose esistono prima dei trend, e i trend arrivano quando abbastanza persone si accorgono che quella cosa esiste già. 

Se sei arrivata qui cercando il Poetcore, benvenuta. Se sei qui da prima beh.. lo sapevi già.

 

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