Reliquie di Legno: Due Credenze Neorinascimentali & un Calice Misterioso
Bisogna ammettere che cambiare casa non è affatto romantico. E' stressante, costoso e t'insegna a non affezionarti ai mobili, provvisori e funzionali. Io poi ho sempre avuto pochi bagagli, perciò soltanto con la stabilità mi sono concessa l'idea di riconsiderarli dandogli il compito di raccontare qualcosa, portare con sé un pezzo di storia, un'ombra, un ricordo. Così come prima cosa mi sono data tempo, ho aspettato e vissuto gli spazi. E poi un giorno in un mercato che sapeva di cera e di tempo, le ho incontrate.

Anatomia di uno Stile: il Neorinascimentale

Il neorinascimentale è di per sé, una memoria eclettica. Nato nel XIX secolo come risposta romantica all'industrializzazione si nutre dell'amore per il Rinascimento italiano -dal Quattrocento al Seicento- con forme imponenti, spesso legno massello di rovere o noce, superfici intagliate a mano con pazienza monastica.
Lo riconosci subito se sai guardare.
Ricche decorazioni come mascheroni che fissano dal centro delle ante. Draghi alati che sorvegliano gli angoli. Figure fantastiche nelle lesene, nelle foglie d'acanto, telamoni, zampe ferine che reggono piani lunghissimi, tutti d'un pezzo, come degli altari pagani.
E poi bordi dentellati, pomelli rotondi, cornici incassate, cassetti ampi e profondi. Ogni elemento è un glifo. Ogni dettaglio un curioso racconto.
D'altronde non è un caso sia nato in parallelo al neoclassicismo e al neogotico -tre universi oscuri nati dalla stessa nostalgia- che portano quella qualità rara del peso fisico e storico. Qualità di altri tempi, fatta per durare. In pratica se un mobile ti fissa impietosamente, probabilmente è neorinascimentale. O ha deciso che sei sua e lo sa prima di te.
Una Casa che Parla
Per me l'arredo è come la moda, la musica, l'arte. E' espressione. Tutto parla, anche le case. Soprattutto le case. Se ti fermi un momento e provi ad ascoltare la tua chiediti: cosa racconta? Foto sbiadite o stampe audaci, oggetti portati da lontano, pezzi ereditati, artigianali, contemporanei o trovati per caso rovistando nei mercatini?

La mia narra di musica e arte, di culture che si sovrappongono senza annullarsi, di viaggi e storie vissute, di ferro e d'antiquariato (purché non sia quello degli anni '60, '70 o '80, per i quali ho un'avversione viscerale assolutamente non negoziabile).
Ci sono accenti di design contemporaneo, arte classica, sfumature berbere. Una zona british incentrata sulla pittura equestre ad olio. Un'anima industriale che dialoga con i classici in stile Chesterfield. Fotografie, quadri, sculture, manufatti artistici creati da amici o da noi (come ad es. nella sezione Arredo & Reliquie) avendo avuto la fortuna di aver sempre vissuto in un ambiente vivo artisticamente parlando, da pittori e scultori, musicisti, fotografi, pensatori e via dicendo.
Un lavoro in divenire con noi. Senza fretta, senza pregiudizio ne falsità. Mescolando nel calderone tutte le sfaccettature personali per dar vita a uno stile unico, nato con il tempo. Come il buon vino che ci piace sorseggiare le sere d'inverno di fronte al vecchio camino.
L'Incontro: Una Questione di Destino
Certe cose come dicevo, non si cercano. Arrivano.
Era un giorno speciale e per caso ci siamo imbattuti in un angolino sepolto sotto una coltre di polvere e stracci di questo set dei primi del '900 in noce massiccio. Adocchiate le cesellature ce ne siamo innamorati sul posto come si fa con i colpi di fulmine: senza preavviso e senza scampo.

Non racconterò quindi di come da tempo non trovavo posto per un piccolo specchio antico che voleva lui né di come adocchiata l'enorme credenza fossi disposta a sacrificare qualsiasi altra cosa pur di farle spazio. Tantomeno che, scoperta in seguito la compagna -anche lei nascosta ai più- ho preteso entrambe perché "sarebbe stato ingiusto separarle" (leggi: nessun'altro deve averle). Fortunatamente era un giorno speciale che era già nato fuori dall'ordinario, uno di quelli in cui l'universo aveva già un piano.. e così da gran signore qual è, le ha comprate entrambe senza battere ciglio cedendo ai miei capricci gotici (e ai suoi).
Gli devo uno specchio.
Affinità Elettive: Estetica Neorinascimentale & Gotica
Non è una coincidenza che chi ama il gotico ritrovandosi davanti a un mobile neorinascimentale senta qualcosa muoversi dentro. È riconoscimento.

Questo stile porta con sé le stesse atmosfere che il genere dark abita da sempre: il fascino magnetico delle atmosfere malinconiche, solenni e drammatiche. Le linee austere del legno che evocano confessionali di cattedrali abbandonate e mascheroni e creature scolpite dal simbolismo arcano. Perciò potrei fingere di non sentirmi una castellana quando ci passo accanto ma non lo farò.
Vi dirò invece di quanto questo stile sia di casa nell'immaginario cinematografico che più mi appartiene e a cui subito ho pensato vedendo gli spiritelli scolpiti.
Nel famoso horror gotico Crimson Peak il legno scuro e pesante dagli archi acuti è presenza costante di tutti gli ambienti (dico, oltre i fantasmi).
In Presenze (The Haunting) la magione respira, intrappola, protegge, esattamente come certi mobili sembrano fare quando li lasci stare abbastanza a lungo in una stanza buia.
I putti del film sono veramente simili ai nostri solo che, curiosamente, alcuni dei nostri hanno invece gli occhi intagliati a forma di serpente. Ho smesso di farci caso. Diciamo così..
Parentesi su Putti & Mascheroni
Normalmente associati ad Eros o agli angeli del Paradiso, quando gli amorini hanno l'aspetto di fanciulli più grandi e privi di ali, si avvicinano più a figure di folletti, che di santità hanno ben poco. Sono degli spiriti, spesso guardiani della casa. Gli occhi rettiliani dei miei ne sono esempio.
I grotteschi mascheroni sono invece figure antichissime. I romani li usavano in varie forme e ne hanno una famosa in tutto il mondo.. la Bocca della Verità! Hanno profonde valenze magiche e simboliche: in primis una funzione apotropaica, di amuleti, maestosità e potere, dal forte legame con i mondi pagani, unendo l'aspetto artistico a quello strettamente folkloristico.
Le Custodi Oscure: Credenza & Servante
Il servante è il mobile che si usava in camere da letto e sale da pranzo come appoggio per bottiglie, bicchieri, stoviglie, lenzuola. Solido, profondo, spaziosissimo, con quella generosità antica dei mobili fatti per durare generazioni. Noi però abbiamo deciso di separare l'alzata dal corpo dello stipo sfruttando il gradino naturale del muro come prolungamento, donandogli ancora più enfasi visto che ora appare come un vero e proprio altare. Infine per coprire la giuntura, velluto rosso. Stile Dracula.
Ora è prassi per chiunque ci passi davanti, citare con enfasi "listen to them, the children of the night". Oppure canticchiare la nenia del Fantasma dell'Opera. Agli ospiti la scelta. O la fuga.

La credenza ha invece un bel caratterino selvatico e dispettoso. Stoffa broccata dietro il ferro delle vetrine, cassetti profondi, spazi ampi e un sistema di chiavi tutto suo: una apre ma non chiude. L'altra chiude ma non apre. La terza se ne sta per conto suo, in dignitoso isolamento. Se hai bisogno di qualcosa regalati cinque minuti di pazienza, buone parole, rituali di assoggettamento e aspetta che trovi la voglia di aprirsi. Non si affretta per nessuno. Neanche per chi dopo mezz'ora a volte vorrebbe dargli fuoco. Metterla a posto? Che pazzia, sarebbe come lobotomizzarla.

Infine una piccola storia magica che la riguarda. Per il trasporto è stata smontata e caricata pezzo per pezzo. Quando sono andata a pulirla prima del montaggio, ho trovato (chiuso negli sportelli ancora incastonati, nell'angolo più remoto, assieme a residui di vite antiche) un calice. Lo stesso modello del set vintage che abbiamo in casa ma di cui possediamo solo quelli da acqua. Questo è da vino. La credenza se l'era portato da chissà dove. Se l'è tenuto. Senza nemmeno romperlo. Perciò ora ha il suo bicchiere personale. Nessuno osi toccare quel calice!
Sul Valore delle Cose Antiche & Pesanti
Ovviamente questi mobili non sono per tutti e non per una questione di prezzo -il loro valore è tutt'altro che irraggiungibile- ma per una questione di carattere. Il tuo e il loro.

Il paradosso è che a differenza dei rarissimi neorinascimentali d'epoca, le riproduzioni di fine '800 si trovano ma sono imponenti, opulenti, scolpiti con una pazienza che il mondo moderno non pratica più, eppure il mercato sottovaluta.
Troppo grandi.
Troppo scuri.
Troppo elaborati per le case contemporanee di deriva brutalista, con freddi decori postmoderni. Per chi misura gli spazi con colori e materiali plastici e atmosfere da riviste di design.
Sebbene io le trovi perfette per l'aristocrazia tradizionale, uffici e studi di pregio come notai e avvocati oppure biblioteche, capisco che avere lo spazio necessario non sia da tutti così come lo stile adatto a collocarle. Richiedono insomma, un certo tipo di sguardo. Quello che trova bellezza nell'austerità, poesia nell'imponenza, eleganza nei pezzi che raccontano il passato. Io ad esempio amo lo stacco tra le linee oblunghe e pulite e gli intarsi minuziosi. I piedi ferini. I chiodi a testa piatta. La pesantezza del legno antico che si curva impercettibilmente sotto la mano che l'accarezza quando il piano è così lungo e il legno vivo. Il profumo del tempo e della cera nell'aria (con cui conviverai per sempre se vuoi tenerli lucidi e in salute)
Li vivo come opere d'arte con il privilegio di poterle usare ogni giorno. Faccio infatti parte di quella schiera di Bilance che non aspettano il momento giusto -il vestito migliore, il servizio buono, come si dice a Roma "che arrivi il Papa"- per godere di ciò che trovano bello. Edonismo come pratica quotidiana.
Se sei arrivata fino a qui a leggere probabilmente mi capisci e capisci la bellezza di questi pezzi. E' così? Saresti a tuo agio tra mascheroni che scrutano e chiavi che fanno quello che vogliono? Dimmelo nei commenti e raccontami, cosa ti fissa in casa tua?

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