The Witcher 4: il Tramonto dello Strigo Oscuro

Ebbene eccomi qui, a cedere all'esigenza di dire la mia su The WItcher 4, la penultima stagione dell'oscuro universo magico della serie tv tratta dai libri di Andrzej Sapkowski. Come sintetizzare? Un NO grande come la torre di Sauron. E forse pure più alto.


The Witcher 4: il disastro che non ci meritavamo

Anche volendo accogliere la leggerezza di questa stagione, l’improvviso cambiamento che trasforma lo Strigo in un vecchietto che sogna di cuocere castagne accoccolato davanti al fuoco con Yennefer -una delle streghe più potenti del mondo- mentre lei lavora a maglia, è un colpo basso. Non ce lo meritavamo.
Dove sono finite le atmosfere cupe, la moralità contorta, i mostri veri e la magia antica che puzzava di cenere e mistero? Ti fa dubitare di te stesso. Ti fa chiedere se davvero si nasce incendiari e si muore pompieri. Se sia un piano oscuro dei poteri forti che istiga subdolamente ad invecchiare prima del tempo per non rompere i maroni. Stai lì sulla soglia di casa a salutare la figliol prodiga che parte per il college.. e scordati l'avventura! 

The WItcher 4: e vissero tutti felici e contenti


Crollo della magia: cosa non funziona

La trama si disperde tra episodi deboli, dialoghi svuotati, lo scollegamento tra le storie -che funziona solo se usato brevemente- l'ironia che era tra i punti di forza e qui ritroviamo a casaccio, e la strana evoluzione della gestione della magia. Poi abbiamo una Ciri in crisi post adolescenziale che viene mal guidata nel periodo di formazione con scelte discutibili e mal poste. Una tra tutte: durante un'episodio che avrebbe dovuto sconvolgerla si trasforma in una ragazzina che perde la testa per una sconosciuta (che sembra la salvi ma in realtà ne sfrutta debolezza per i suoi comodi). Chi è questa? 🤌

Serviva un musical nel mondo Sword & Sorcery? 

Eppure nulla è peggio della sadica esigenza di metterci un musical.
Criminalmente lungo tra l'altro.

Credevate fosse un fantasy oscuro dai toni cupi e le atmosfere gotiche.. e invece qualcuno ha deciso che serviva anche un numero cantato. Ha pensato di puntare al successo della prima canzone del bardo (no, non parlo della Bard's Song dei Blind Guardian di cui vi metto link perché un pezzo storico da cantare con la mano sul cuore e se ancora non la conoscete e siete amanti del fantasy è bene lo facciate ora) ma della ballata virale Toss a Coin To Your Witcher, fallendo miseramente.

 

Avranno pensato di renderla indimenticabile come con la Canzone di Orfeo in The Sandman oppure che valesse addirittura una puntata a teatro di High School Musical per acchiappare nuove giovanissime leve. Non lo sapremo mai.


Nuovo villain sbloccato


leo bonhart the witcher 4Ci sarebbe poi la questione Ratti per cui basta solo una parola: perché? 
Dove sono i mostri e le leggende? Che ci frega di una lunghissima storia su una banda di delinquentelli che giocano a fare i mercenari? Non stiamo nemmeno depredando un dungeoun. Utili solo per godere dello squartamento da parte del vero villain dell'anno: lo spietato cacciatore di taglie Leo Bonhart. Un anziano talmente bastardo dentro che ci conferma che i veri mostri sono sempre gli umani, risollevando lo charm oscuro della serie con la sua deliziosa crudeltà. Dark inside. Ci piace.


 

Non bastano i muscoli per fare uno Strigo

Ma voglio osare oltre e dire quella verità che in molti evitano prendendola per "roba da femminucce", ossia che The Witcher 4 è un insulto anche per quel povero disgraziato di Liam Hemsworth.
Diciamolo: neanche 
lui sembra sapere cosa sta facendo lì. Forse qualcuno l'ha svegliato all'improvviso da un sonnellino e buttato sul set senza neppure un caffè. Ci sono momenti in cui avresti voglia di prenderlo per la collottola e schiaffeggiarlo per bene "Svegliati! Svegliati!". 

Perché The Witcher non è (solo) forza fisica. È ombra, è tormento. Non basta recitare una parte per dare potenza e credibilità. Una parrucca bianca senza carisma resta una parrucca e non traspare alcun abisso dallo sguardo buio. 

Anche le orribili scene d’amore con Yennefer risultano forzate e prive di chimica (obbligate per fan base immagino visto che sono così cringe da far impallidire pure i portali di fumo). E dunque si, è arrivato il momento in cui certe verità vanno rivelate: Liam non è Henry Cavill. E posso dirlo con fierezza perché pur avendo visto tutte le saghe di Superman per me resta il classico noioso mascellone. Sono una ragazza semplice: perdo la testa solo con l'alchemico dannato dai lunghi capelli bianchi e gli occhi iniettati d'oscurità. Ed ecco perché ho tutto il diritto di lagnarmi come ho sempre fatto da amorevole Banshee di quartiere. 

Non bastano i muscoli per fare uno Strigo


Vampiri ironici e mostri che infiammano il cuore

Dunque cosa si salva? Gli allestimenti che mescolano l'arte mediorientale al medioevo e le ambientazioni. Il vero raggio di luce arriva però da Regis, l’alchimista-vampiro interpretato da Laurence Fishburne (Matrix, Apocalypse Now, John Wick): un personaggio carismatico ed elegante che restituisce quell'ironia perduta con la leggerezza d'un pipistrello della Camarilla

A differenza di molti a me piace anche la spettacolarizzazione della magia perché non sto leggendo un libro e voglio vedere azione e flussi magici poi certo, ci saranno elucubrazioni dietro ma non possiamo perdere il movimento.. piuttosto, semmai, parliamo di com'è possibile un cambio così sfacciato del Consiglio delle Streghe. 

Infine menzione d'onore per il Wraith del cimitero che mi ha trasportata in un fantasy da manuale. Finalmente un mostro degno di questo nome, evocato in uno scenario cupo degno di Dungeons & Dragons.

the  Nightwraith  in the witcher 4

Ecco perché voglio aprire una parentesi su questo spettro di origini scozzesi ripreso anche da Tolkien per descrivere i Nazgul (Ring-Wraiths): dei cattivissimi non-morti. Il Nightwraith Infesta cimiteri, case abbandonate, luoghi cupi e isolati dove difficilmente potrai salvarti.. ma se qui è Ranuncolo ad evocarlo leggendo la formula di una tomba (evocando la scaltrezza di Pipino quando fa cadere il secchio nel pozzo di Moria) questo mostro vendicativo con i vivi non è facile da superare: si uccide solo trovandone il corpo -che di solito non è molto lontano- e con un connubio di spada & magia.. sentite come suona bene? Spada & Magia. Niente musical. 

Il ritorno del buio

Poi certo anche qui la mano narrativa ha scelto di stravolgere l'entità del Witcher facendogli uccidere lo spettro senza pietà, cosa non da lui. E allora come concludere?
Semplice. Nonostante tutte le critiche The Witcher 4 resta un viaggio che voglio assolutamente completare, perché tra luci e ombre continua a raccontare un mondo che ha saputo farsi amare. Da fan guarderò tutta la serie fino alla fine e mi piacerà anche tra lacrime e oscenità sperando però, si concluda con la prossima stagione (prevista nel 2026) con la stessa magia che aveva stregato all'inizio.

Ora tocca a voi: cosa ne pensate? Avete amato o odiato questa stagione? Quali sono i momenti che vi hanno fatto sognare ancora o quelli che vi hanno fatto storcere il naso? Condividete nei commenti la vostra esperienza, i personaggi preferiti e le vostre aspettative per il futuro della saga.  

Nel frattempo vi lascio con le ultime rime dei Blind Guardian (anche detti I Bardi di Krefeld) che, se siete qui, ci accomunano certamente tutti..

"In my thoughts and in my dreamsThey're always in my mindThese songs of hobbit, dwarves and men
and elvesCome close your eyes 
you can see them too"

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