Fatto a Mano, Davvero. Dentro il Laboratorio di un Pezzo Unico

C'è un momento prima che la materia diventi forma, in cui esiste soltanto un'intenzione. Una scintilla. È da lì che comincia ogni cosa in questo laboratorio: non da un catalogo ma da una mano che la mette in atto.

Sono più di dieci anni che seduta al banco di lavoro in legno, trasformo una materia informe in qualcosa che prima non esisteva. In tutto questo tempo ho imparato che fatto a mano è forse l'espressione più abusata e fraintesa che ci sia. Ecco perché voglio provare a dire cosa significa davvero qui su Fogliaviola, e voglio farlo attraverso i pezzi nati sotto queste dita: San Michele, la Vergine Maria, le copertine alchemiche, i diari stregati. Perché è nel processo più che nelle parole, che secondo me si vede la differenza tra un manufatto d'atelier e un prodotto.

Con l'Arcangelo Michele quell'intenzione era precisa: non la grazia fredda e distante dei santi da altare ripiegati su se stessi ma la furia sacra di chi ha scelto di combattere e lo ha fatto con tutto sé stesso splendendo d'ardore. Per questo ho voluto fermarlo nell'istante più crudo, la spada che sorge dal buio e fende con la certezza di chi non conosce il dubbio e dunque, neppure pietà. Da quella scintilla San Michele ha finito per raccontare più di ogni parola, cosa significa davvero fatto a mano in questo atelier.

 

Cosa significa, qui su Fogliaviola, "fatto a mano" 

scultura fatta a mano in Italia

San Michele nasce da una scintilla ma poi sono state le mie mani a plasmarlo da una palla di materia grezza. Non uso stampanti 3D, processi d'intelligenza artificiale, stampi di gomma né resine per replicarlo.

A ogni richiesta viene modellato a mano libera: solo argilla polimerica, strumenti antichi come spatola, incisori, mirette, puntali e la mano che decide, colpo dopo colpo, dove va il volume e dove il vuoto, dove l'applicazione e dove l'incisione.

Ecco perché non esiste un secondo pezzo identico. E perché dal suo esordio (parliamo di una decina di anni fa, quando le copertine dei diari modellate a mano non erano ancora di moda) si è evoluto in forma, colore, dimensione e personalizzazione. Perché non c'è una matrice da cui ricavarlo, è la mia mano che riprende i riccioli d'oro, il collo taurino, la corazza viva con i ramoscelli allegorici e, nella prima versione, i gigli nobiliari agli angoli e la catenella mobile sulla pettorina (per farlo "uscire fuori", renderlo presente): ogni dettaglio è sempre stato scelto con cura e intenzione sin dall'inizio.

Per questo in ogni mio manufatto le piccole imperfezioni non sono un difetto ma una firma. Sono la prova che dall'altra parte c'è stata una persona, non una macchina. In un oggetto industriale l'irregolarità infatti diviene uno scarto; in un pezzo d'atelier è il certificato di autenticità scritto nella materia stessa. E non lo dico io. Non è un'idea mia.. è il cuore di un movimento intero, l'Arts & Crafts, da cui nasce lo Slow Handmade di cui parlo sempre. Lo scriveva già John Ruskin nell'Ottocento:

Nessun buon lavoro può essere perfetto; e pretendere la perfezione è sempre segno che non si è compreso il fine dell'arte.

La perfezione del resto non è solo terribilmente noiosa: denota assenza di emozione e soprattutto, d'anima (che si scopre e può migliorare solo nell'errore, appunto).
Fin quando c'è errore c'è ancora anima, corpo e speranza.

 

arcangelo michele modellato a mano in Italia. scultura originale Fogliaviola Design


Il percorso di una scultura in bassorilievo

Un pezzo unico non nasce da un gesto solo. Attraversa un processo preciso (che può essere anche artisticamente caotico) e il conoscerlo è parte del valore che porta a casa chi lo sceglie. Per quanto mi riguarda si delimita così:

  • Il cliente. Come dico sempre con chi mi sceglie ho già molto in comune. E' naturale. Se mi chiedi di realizzare qualcosa per te è perché abbiamo delle affinità di base, ancor prima di parlare lo sai. Quando ci confrontiamo è solo per delimitare i contorni del procedimento e renderle evidenti.

  • Lo studio. Prima di ogni cosa c'è il capire. Non si crea qualcosa senza sapere cosa si ha tra le mani e neppure senza un motivo. Quando ho lavorato al set egizio dedicato al Dio Seth (nato da una collaborazione tutta al femminile con l'artista americana J. Chen) prima di toccare i preziosi materiali ho passato giorni a studiarne il mito. Con una poetessa italiana la cover era specchio delle sue parole. Con S. Michele è stato lo stesso: la sua divisa che omaggia Roma con rispetto e libertà era una scelta che esulava dal mio sangue romano.

  • L'idea. Poi arriva l'immagine. Volevo che il gladio, la stola rossa, il cingulum con i pendenti in cuoio che un tempo atterrivano il nemico col loro rumore fossero presenti come tamburi che avvisano l'arrivo. Ed ecco perché lì c'è una catena che batte in copertina.

  • La modellazione. La materia viene lavorata a mano libera, il rilievo emerge dal fondo. È la fase in cui il manufatto smette di essere progetto e comincia ad avere peso, ombra, presenza. Sorge seguendo la mano e il suo mortale umore.

  • L'intaglio e il decoro. I dettagli fanno quella differenza che nessuno stampo restituirebbe. Le allegorie, le catene, le texture che chiedono di essere guardate e sfiorate da vicino per diventarne parte, sono parti integranti del processo.

  • La colorazione. Polveri d'oro, bronzo e argento con sfumature rosse e arancio sono i colori scelti affinché la luce sacra abbia dove riflettersi. Un po' dio luminoso -Lugh, Belenos- un po' guerriero che non si è mai arreso. Nel tempo l'ho poi declinato su commissione anche nei toni del blu pompeiano per richiamare il divino e l'imperatore. La mia versione preferita resta però, quella più calda.

Ogni fase avviene nel mio studio a Roma, in Italia. Circondata da campagna antica, grandi querce, animali e ricercata quiete. Non c'è una catena commerciale, non c'è un reparto spedizioni. C'è un banco di lavoro in legno, uno sgabello che andrebbe aggiornato e ci sono io, che ci sto seduta sopra a schiena curva a lungo mentre la musica riempie la stanza.

 

Aries scultura in bassorilievo modellata a mano da Fogliaviola Design

 

Come nasce una commissione

Il bello di un pezzo che non esce da uno stampo è che evolve assieme a te.
San Michele ad esempio è nato come copertina di un diario in formato A5 ma è solo una delle sue vite possibili. Grazie a chi lo chiede può trasformarsi in tela da parete o in un pannello espositivo. Non solo, può mutare anche armatura, colori, incisioni (iniziali ma anche decori), dimensioni. Può cambiare persino santo se il tuo racconto ne chiede un altro.

E' successo con il pannello della Vergine Maria in cui ho scelto di usare sempre la catenella mobile come richiamo al "presente" ma in forma di spilla per il mantello sacro finemente ornato. Per lo stesso motivo ho usato anche un decoro in ferro come ornamento della pettorina al posto dei merletti. Maria è solo uno dei desideri a tema spirituale che mi sono stati commissionati. In questo caso un cliente affezionato che dopo anni ha scelto di cambiare e una raffigurazione al femminile per i suoi santi.

E se Maria ne è la luce, dalla stessa mano è nata anche la sua splendida ombra ancestrale: il pannello murale della Dea Lilith, l'altro volto del sacro femminile, quello indomito e notturno, che non chiede permesso. Due poli della stessa divinità, nati dallo stesso banco di lavoro.

Ave Maria, scultura della Madonna benedetta fatta a mano, Fogliaviola, Made in Italy

 

Il tempo poi ha suggerito soggetti molto diversi che sono diventati fonte d'ispirazione per altri. Mentre la particolarità del pizzico di realtà in connubio con la materia grezza ha destato attenzione mescolando sempre più spesso la tecnica classica della modellazione con l'implementazione di pezzi di recupero, diventando un tocco distintivo Fogliaviola.

Tanti gli universi nati così. Alcune cover sono diventate famose, come il Diario di Cthulhu, con vere conchiglie e turchesi incastonati nella materia. Altre sono state pezzi di scena: i book esposti nella Grotta del Drago a Disneyland Paris, quelli realizzati per l'esordio cinematografico della Bella Addormentata o per l'evento Pirati e Principesse. Per quest'ultimo scelsi d'incastonare una vera bussola vintage in copertina: allora non l'avevo ancora visto fare a nessuno.

E' grazie a capacità multiple che vanno dalla costruzione di basi apposite in legno, all'uso di materiali esclusivi, all'assemblaggio e modellazione vera o propria che sono riuscita a costruire percorsi estremamente personalizzati. Fatti a mano si.. ma più di tutto assolutamente esclusivi. Che si differenziano in primis per le idee.

Se è proprio San Michele a chiamarti, puoi vederlo da vicino -e chiederne la tua versione- nella sua scheda dedicata. Che sia dunque per uno studio, uno spazio sacro o la tua casa: si parte da un'idea e si costruisce insieme la versione che più ti appartiene.



Questo è quello che accade dietro un manufatto Fogliaviola prima che arrivi da te. Non un catalogo ma un vero e proprio laboratorio. Se vuoi vedere da dove partono queste storie, i Diari Artistici & Grimori sono la soglia più naturale. Se invece hai già in mente qualcosa di tuo, raccontamelo e diamogli forma insieme.

Concept & Design originale Fogliaviola · Fatto a mano in Italia

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